Unità Pastorale di Santo Spirito

Omelia messa di istituzione

15.05.2016

istituzione dell’Unità Pastorale di Santo Spirito

Appunti dall’omelia del vescovo Lauro

 

“E cominciarono a parlare in altre lingue”.” Ciascuno li capiva”: così a Pentecoste.

La Parola di Dio è la grande protagonista oggi: Parola dirompente, sconvolgente, sorprendente, generatrice di comunione.

In questo tempo però c’è una vera crisi della parola: le parole non parlano, girano all’impazzata sul web, intasano le caselle della posta elettronica. La parola è diventata debole, senza arte né parte, è diventata uno strumento per generare macchine del fango, per insultare, per fare del male. La parola del web crea solitudini; o non parla o diventa cattiva.

A noi oggi viene proposto un corso di alfabetizzazione per imparare a parlare per dire parole di comunione, di vita, di storia, di futuro.

Nella nostra esperienza conserviamo parole di persone care, per esempio della nostra mamma o di un amico, parole dette in quel modo che ci ha fatto del bene e che niente cancella. Abbiamo dentro alcune parole toccasana e che ci portano pace.  Una parola che è creatrice se viene da chi ti ama. Chi ama, con la parola genera e apre solchi di speranza.

Lo Spirito di Cristo, vero Web della Verità, oggi dona una Parola nuova, la dona intatta dopo duemila anni: è Gesù Cristo! “Prenderà del mio e ve l’annunzierà!”. Sì, si tratta di Gesù! Non è parola astrusa, non è un concetto: è un Volto da vedere e toccare. Credere è vedere: non è anzitutto un pensare: siamo chiamati a vedere Dio in Gesù che per trent’anni ha imparato l’arte di essere uomo. E così Gesù può raccontare storie di quotidianità e può parlare di un Padre che ti ama perché sei suo figlio. Un Padre che ti ama e non sta a vedere se lo ami. 

Gesù si sporca le mani con la terra; frequenta la stanza dove si soffre. E’ Volto di un Uomo che muore regalando Misericordia e parlando bene della terra. Su questo Dio siamo chiamati a volgere lo sguardo. Siamo in ritardo nel guardare a questo Dio così Uomo! Dio parla con gli occhi: perché ha guardato ci capisce.

Frequentate questo Dio dalla bellezza tutta da vedere (e da mangiare!), il Dio che con la sua Parola può cambiare il mondo. La sua Parola diventerà come rugiada se voi imboccherete la via della tenerezza!

Il futuro della Chiesa è in quel meraviglioso Dio che essa rischia di tenere ancora nel cellofan: siamo una Chiesa che fa cornicette attorno al Signore anziché viverlo.

Davanti a noi non c’è un tempo maledetto: c’è un tempo di vita e di salvezza. Perché lo Spirito ci dà la Parola eterna. Non dobbiamo rimpiangere il passato (fra il resto  anche perché cadiamo nel meccanismo della idealizzazione). Qui ora c’è tutto: abbiamo Dio! Il passato va ripescato per ritornare a quando abbiamo sperimentato l’amore di Dio. Tra di noi c’è bisogno di non staccarci da Dio. Comunità pastorale di Santo Spirito: cammina con Dio! Buon cammino a tutte sette le Comunità.