Parrocchia di Tassullo

Storia

La chiesa di Santa Maria Assunta in Tassullo 

 

                “Il 10 agosto 1101 venne consacrato l’altare della chiesa di Tassullo e vi furono deposte ben 66 reliquie di martiri e santi” !!

E’ una delle più antiche chiese della valle che già nel 1128 accoglieva, come chiesa pievana, oltre ai fedeli di Rallo, Pavillo, Nanno e Portolo anche quelli di Tuenno. Durante il 1400, la chiesa divenne troppo angusta per contenere l’accresciuta popolazione e si decise la costruzione ex-novo che iniziò nel 1513;  fu consacrata  il 20 novembre 1558.

La chiesa è in stile gotico di tipo clesiano a pianta rettangolare ed abside a cinque lati con finestre gotiche a traforo. La facciata divisa in tre sezioni da pilastri preannuncia la spartizione interna in tre navate. Il rosone si apre sopra un bellissimo portale di sapore romanico, col pilastro esterno ornato a tralci e grappoli in bassorilievo.

All’interno si allargano le tre navate – quella centrale è il doppio delle laterali e più alta – divise da sei colonne a base ottagonale; sui capitelli scolpiti con motivi floreali, uno diverso dall’altro, si innescano le nervature del reticolo della volta, che diventano più fitte ed eleganti nell’abside. Nel 1894 furono affrescati da Sigismondo Nardi dei temi evangelici e biblici. Le chiavi di volta delle nervature di pietra recano gli stemmi degli Spaur, dei Busetti, dei de Concini, dei Guarienti. Sotto la mensola a sinistra dell’arco santo, figura lo stemma marmoreo Spaur-Madruzzo.

 Attualmente nella chiesa ci sono cinque altari e resti di altri due. Il maggiore, sulla sommità del quale troneggia la statua di S.Giovannni Battista, ai lati in alto ha un’Annunciazione. A fianco dell’imponente pala di Maria Assunta in cielo (firmata e datata 1620 da Martin Teofilo Polacco) si trovano in nicchie S. Pietro e S. Giovanni Evangelista. A destra del grande altare ligneo un’impressionante Crocefissione di Francesco Pauli (1692) e a sinistra tre quadri settecenteschi raffigurante apostoli. La navata di destra, dall’entrata, accoglie l’altare di S. Antonio, altare molto bello per il lavoro d’intaglio (con due colonne elicoidali e due scannellate).Porta al centro un quadro del santo alla cui destra è raffigurata la basilica di Padova, mentre una scritta a sinistra riporta le date salienti della sua vita. A seguire c’è un quadro con la Madre di Dio e i santi Ignazio di Loyola e Francesco  Saverio , la statua di s. Giuseppe poggiante sulla graziosa acquasantiera gotica che era all’ingresso della chiesa. Proseguendo si trova un altare con Madonna e Santi e, in capo alla navata, l’altare dedicato alla Madonna  Addolorata (1629). Sulla parete si trova quello che un tempo era l’altare di s. Rocco: la pala raffigura la Madonna con s. Pietro e s. Sebastiano (era, con s. Rocco, la cui statua si vede sulla sommità dell’altare, il patrono contro le pestilenze).

Dal fondo della chiesa, la navata di sinistra presenta un monumento funebre a forma di baldacchino con lastra sepolcrale terranea dedicata ai due figli infanti di Nicola Madruzzo, fratello del cardinale Cristoforo, datata 1556. Segue il prezioso altare del Rosario  con i quindici misteri ( probabile opera del Polacco) affiancato da due quadri degli Apostoli, un dipinto con il martirio di s. Andrea, una pala d’altare raffigurante s. Giovanni Nepomuceno ( del 1700), un affresco con la Crocefissione e l’altare del Sacro Cuore. Sul presbiterio, il paliotto che decorava la fronte dell’altare maggiore, raffigurante una splendida Adorazione dei Magi, ora è inserito nell’altare verso il popolo. Accanto alla balaustra di destra è stato sistemato il grandioso fonte battesimale del XVI secolo che si trovava all’ inizio della navata di sinistra.

I quadri della Via Crucis  sono artigianalmente dipinti da Bartolomeo Rasmo (1839); il pulpito in noce è stato intagliato da Pietro Strobel (1680).  Nell’ ampia cantoria è disposto il prezioso organo che Doria di Bogliaco costruì e firmò 1769.

Nella sacrestia alcune lunette raccontano episodi del Vangelo (Natività, Adorazione dei Magi, l’Ultima Cena e l’Agonia nel Getsemani). Al centro un’Ascensione di Cristo con gli Apostoli e la Vergine. In sacrestia sono pure conservati magnifici paramenti, tra cui un completo verde del 1700 con gli stemmi Thun e Spaur e un raro parato rosa di broccato.

Sulla destra della facciata, il campanile con robusto zoccolo di pietra, finestroni della cella campanaria ad arco acuto e tetto a quattro spioventi, è contemporaneo alla costruzione. Fu dotato di orologio nel 1731 .